Reflusso gastrofageo

La malattia da reflusso gastroesofageo, spesso abbreviata come MRGE (in inglese GERD, Gastro-Esophageal Reflux Disease o GORD, Gastro-Oesophageal Reflux disease), è una malattia di interesse gastroenterologico che viene causata dal reflusso nell'esofago del contenuto dello stomaco. Essa non va confusa con il reflusso gastroesofageo, che è un fenomeno fisiologico; si parla invece di "malattia" (MRGE) quando il reflusso causa sintomi (pirosi, rigurgito) o quando con la gastroscopia si evidenziano a carico dell'esofago lesioni infiammatorie (esofagite), o ulcerative, o trasformazione metaplastica della mucosa (esofago di Barrett).
L'acido cloridrico e la bile che vengono a contatto in questo modo con la mucosa dell'esofago ne provocano l'infiammazione (esofagite) con possibile insorgenza di sintomi caratteristici, come la pirosi. Anche se occasionali piccoli reflussi sono considerati fisiologici, in alcuni casi la frequenza e l'intensità dei reflussi può assumere valenza patologica. Col tempo l'infiammazione può evolvere in danni al tessuto dell'esofago, sotto forma di erosioni e piccole ulcere.

È importante discernere il tipo di reflusso (gassoso solido o liquido) ed il tempo con il quale si distanzia dai pasti. Tenendo presente che il tempo massimo di svuotamento gastrico (T1/2) attualmente considerato come soglia per la definizione di gastroparesi è di 120 minuti se il reflusso si manifesta oltre questo tempo è dovuto, probabilmente, ad una problematica intestinale (dopo 120 min., anche in caso di gastroparesi, il bolo alimentare è passato, anche solo per la forza di gravità, dallo stomaco nell'intestino)[1]

Qualora la manifestazione si abbia entro i 120 minuti la causa del reflusso potrebbe essere dovuta a helicobacter pylori o ad una diminuzione del tono del cardias (lo sfintere esofageo inferiore - SEI/LES), cioè la valvola che separa l'esofago dallo stomaco, in seguito all'assunzione di sostanze diverse, come cibi grassi, nicotina, caffeina[1], agrumi, alcolici ed anche alcuni tipi di farmaci; in casi più rari è dovuta al prolungato ristagno del bolo nello stomaco (si può ipotizzare una stenosi o pseudo-occlusione ileare o del tenue), per via di discinesie (disturbi motori) che rallentano il normale svuotamento dello stesso; altre volte la causa è da ricercare nell'assunzione di pasti troppo abbondanti; infine sono predisponenti tutte quelle condizioni che determinano un aumento della pressione gastrica, come l'obesità e la gravidanza.
I sintomi associati al reflusso si distinguono in esofagei ed extraesofagei. Non sempre la presenza dei sintomi è associata ad evidenza di esofagite mediante esami endoscopici e PH-metria.
Sintomi esofagei: si suddividono ulteriormente in tipici e atipici. Fra i primi, sono particolarmente frequenti la pirosi (sensazione di bruciore retrosternale, talora irradiata al collo oppure posteriormente, tra le scapole) e il rigurgito (risalita non forzata del contenuto gastrico fino al cavo orale). Tra i sintomi atipici, si ricordano la disfagia (sensazione di difficoltà nella deglutizione, spesso legata ad alterazioni motorie correlate al reflusso), l'odinofagia (dolore legato alla deglutizione) ed il dolore toracico simil-anginoso, che può indurre erroneamente a sospettare un infarto del miocardio.
Sintomi extraesofagei: la MRGE può manifestarsi con sintomi oro-faringei (tosse cronica, scialorrea, raucedine), laringei (laringite cronica, disfonia, ulcere e granulomi delle corde vocali) e bronco-polmonari (asma cronico soprattutto notturno, polmonite ab ingestis).

Tra questi abbiamo: Ipersecrezione catarrale (aumentata produzione di muco, ben visibile sul piano glottico), tosse stizzosa o cronica, asma o difficoltà respiratoria, sensazione di nodo in gola (bolo ipofaringeo), Emoftoe (sputare sangue tipico di stati tubercolari), raucedine, disfonia, dolore retrosternale irradiato al mento, alla mandibola, alle braccia e tra scapole, apnee notturne, faringite (con o senza mal di gola), laringite posteriore (edema e rossore), granulomi sulle corde vocali, prolasso dei tessuti molli (velopendulo), patina bianca sulla tonsilla linguare, alitosi e raclage (sensazione di dover raschiare continuamente la gola per un forte presenza di muco che in realtà si rivela essere scarso e di difficile estrazione), vellicchio faringeo, disfagia orofaringea e odinofagia. Alcuni di questi sintomi sono comuni anche a infezioni intestinali o a parassitosi (meno probabili nel nostro paese).

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